Convenzione per l’ufficio turistico: dichiarazione di voto

Premesse

Il voto che esprimiamo oggi va oltre l’aspetto di questa convenzione e, per noi, è indubbia l’importanza di questa associazione turistica e del servizio di accoglienza e informazione.

Abbiamo già ribadito nelle opportune sedi e più volte anche in questo consesso che, per come si stanno prospettando le cose, il 2021 sarà un anno difficile quanto quello appena passato, ma nel bene e nel male avremo maggiore contezza della dimensione dei problemi che ci troveremo di fronte, così come delle opportunità.

Con buona probabilità dovremo cambiare le nostre priorità e proprio per questo motivo abbiamo cercato una mediazione interna alla lista chiedendo di rinnovare la convenzione per un anno anziché due (o, come proposto dopo, 1+1… che in sostanza è uguale a due).

Proposta, quella di un anno, che ci è sembrata più che accettabile, dato che né danneggia né altera in maniera significativa il prosieguo e il buon esito delle attività turistiche.

Comunque, in linea generale, crediamo sia necessario vedere ciò che accade nel corso del prossimo anno e definire prima le priorità in modo consapevole, poi allocare le risorse che abbiamo e che avremo.

Quindi, nel ribadire il nostro voto contrario a questa proposta sgombriamo subito il campo da equivoci: nessun esame per la Pro-Loco, casomai un esame ed uno sprone per tutti noi, per l’amministrazione comunale, all’interno di un ragionamento di prudenza, buon senso ed effettiva volontà di affrontare le situazioni nel loro insieme.

Chiarito questo aspetto andiamo motivare il nostro voto contrario.

La motivazione del voto

Oggi, di fronte a quello che stiamo vivendo, anche coloro che in passato sono stati detrattori dell’intervento pubblico, lo invocano a gran voce.

L’intervento pubblico è fondamentale perché ci allontana da sentieri di autodistruzione per garantire invece equità, giustizia e modelli di sviluppo sostenibili.

Per dare queste garanzie, però, c’è bisogno di organizzazione e strutture funzionali, insieme ad una chiara distinzione tra prerogative individuali e collettive e una loro adeguata regolamentazione.

Sconvolti da questa catastrofe sanitaria, i modelli di sviluppo e di lavoro conosciuti sono in grande trasformazione e difficilmente torneremo alla situazione che conoscevamo prima, ma queste novità vanno lette attentamente, perché possono celare grandi opportunità anche per i piccoli territori come il nostro.

Per esempio in futuro, oltre al turismo tradizionale, potrebbe esserci anche un turismo lavorativo legato alla nuova organizzazione del lavoro agile: persone che potrebbero eleggere territori di qualità alta come il nostro a sede lavorativa temporanea o anche permanente.

È però evidente che tutto ciò non arriva da solo, va accompagnato, ma come? Sicuramente servono servizi, digitalizzazione, reti e fantasia per costruire una proposta attraente.

Vorremmo a tal proposito ricordare che nel programma di mandato abbiamo inserito il turismo all’interno di un vasto capitolo: “Ambiente e territorio gestiti in modo sostenibile”.

Capitolo pensato all’insegna di una strategia di riorientamento del modello di sviluppo verso l’economia circolare e verso la green e blue economy, poiché si basano su una chiara attività di promozione ed organizzazione del sociale che pone al centro il bene comune: la collettività al di sopra dell’individualità.

Il turismo è un’importante opportunità per lo sviluppo del nostro Comune proprio perché ci permette di lavorare in modo sinergico e programmatico su molteplici ambiti che valorizzano e tutelano il territorio: ambiente, paesaggio, beni storici e archeologici, tradizioni enogastronomiche.

Un compito che può essere svolto soltanto dall’amministrazione pubblica, poiché è l’unica che può coordinare e mettere in campo azioni concrete volte a creare il terreno fertile di cui si nutrono prima di tutto i propri cittadini e, di conseguenza, anche parte dei flussi turistici.

Negli ultimi anni, invece, si è avuta la netta sensazione che l’amministrazione avesse appaltato al punto informazione e accoglienza turistica, oltre alla propria funzione, anche l’intera strategia turistico-culturale del Comune (anche se non formalmente).

Una sorta di super assessorato al turismo esternalizzato, secondo noi, in profonda contraddizione con i valori detti precedentemente: l’amministrazione pubblica deve svolgere il proprio ruolo guida, tanto più in un momento di grande trasformazione come questo.

La proposta

Serve con urgenza un grande sforzo di progettazione nella direzione che avevamo già individuato, forse con lungimiranza, nel nostro programma: il Comune di Sovicille deve mettersi in condizione di orientare le risorse pensando a ciò che potremo fare, ma prima ancora facendo oggi con le risorse che abbiamo a disposizione.
L’amministrazione comunale soffre da diversi anni, in tutti i settori, di malfunzionamenti organizzativi interni che, se non risolti, compromettono in maniera significativa i nostri sforzi ed ogni reale possibilità di cambiamento e miglioramento.

Senza aver prima riordinato queste cose ogni allocazione di risorse umane ed economiche continuerà ad essere inefficace, se non addirittura sprecata.

Questa è la priorità, qui serve uno sforzo, una dimostrazione di volontà.

Oggi più che mai, con la situazione appena descritta, dobbiamo dare tutti un contributo in più, perché pensare ai prossimi anni come una fotocopia di quelli passati sarebbe un grave errore.

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