Cosa succede tra lo Stollo e il resto della maggioranza?

Vi facciamo un’anticipazione (o come garba chiamarla ai giovani spoiler): abbiamo costruito un gruppo consiliare autonomo, ma le motivazioni sono articolate e per noi molto importanti…

Perché siamo nati?

Lo Stollo è nato nel 2017 con la volontà di ridare nuova unità e nuova speranza alla sinistra frammentata a sinistra del PD nel nostro comune. Una speranza da concretizzare attorno a valori ben identificati e una visione di futuro per il nostro territorio.

Un laboratorio dove far incontrare varie sensibilità di sinistra per fare iniziative per il territorio e pensare ad un disegno di futuro. 

Abbiamo in quegli anni prodotto iniziative, un manifesto fondativo, una visione del territorio e un progetto di futuro.   

Perché siamo entrati in coalizione?

Ci ha spinto la necessità primaria di fare diga verso “l’onda nera” che avanzava anche nella nostra provincia, ma crediamo di aver dato anche un grande contributo ai contenuti programmatici della lista capeggiata da Gugliotti.

Con grande volontà unitaria siamo riusciti a coinvolgere nel progetto anche persone che fino ad un minuto prima rappresentavano l’opposizione a Sovicille. Non abbiamo mai nascosto, neanche in quelle fasi iniziali, la richiesta di un cambiamento importante dei programmi, di alcune scelte compiute nel precedente mandato e le nostre perplessità su un aspetto centrale: il candidato sindaco sarebbe stato sufficientemente rappresentativo della nuova realtà che si andava formando?

Pronti anche ad alcune rinunce siamo arrivati alla composizione della lista Sovicille Bene Comune e dei programmi, dimostrando ancora una volta una volontà di giusta mediazione.  

Le elezioni sono andate bene per la lista, lo Stollo ha raccolto consensi importanti: l’elettorato ci ha premiato sia eleggendo tutte e tre le nostre candidature che con la consigliera con il maggior numero di preferenze.

Abbiamo costruito insieme la giunta, anche in questo caso la nostra proposta di un quarto assessore che fosse gradito all’intera coalizione è stata declinata e semmai rinviata a metà mandato.

Da lì abbiamo iniziato l’esperienza amministrativa.

Perché siamo arrivati a questa crisi e alle dimissioni del nostro assessore?

1. Difficoltà di dialogo e incomprensioni

È bene in primo luogo precisare che le motivazioni delle dimissioni del nostro assessore Roberto non sono da considerarsi personali, ma sono frutto di un percorso lungo e di una progressiva incomprensione verso le nostre istanze, vissuta nella nostra associazione e da i nostri elettori con grande sofferenza.

Ancora prima delle elezioni sono iniziate discussioni sul personale dipendente e sulla organizzazione dei servizi, convinti che senza una macchina comunale ben organizzata i programmi siano destinati a restare promesse.

2. Opportunità che rischiamo di sprecare

Oggi, dopo una fase assai complicata, si stanno formando grandi opportunità di investimento per l’amministrazione, da almeno un anno stiamo dicendo che, con l’attuale organizzazione e l’attuale livello di pianificazione degli investimenti, il comune non sarà in grado di cogliere alcuna di queste nuove opportunità. 

3. Il peggioramento complessivo del servizio reso alla cittadinanza

Lo stato degli uffici da inizio mandato ha visto un netto peggioramento complessivo ed in particolare due uffici che prima funzionavano oggi sono in condizione di grave difficoltà. Ci riferiamo a “scuola e cultura” e “ragioneria”.

A testimonianza di ciò basti pensare alla mancata rendicontazione delle spese Covid, motivo per il quale non abbiamo partecipato al consiglio del 27 settembre 2021 e che, salvo miracoli, rischia di costare salata ai cittadini: oltre mezzo milione di euro!

L’ufficio “scuola e cultura” lavora da un anno sotto organico e in emergenza quotidiana con rischio costante di non coprire tutti i servizi e adempimenti.

Gli uffici tecnici sono in ritardo cronico sia su urbanistica ed edilizia che su investimenti e lavori pubblici, il piano triennale degli investimenti è inadeguato nei contenuti progettuali e i progetti importanti sono destinati a essere continuamente rinviati nel tempo.

Un quadro che non è nato per caso, ma semmai è frutto di una annosa politica sul personale del giorno per giorno, del metti la toppa, senza mai fermarsi a riflettere in modo serio su come ristrutturare l’organizzazione – comprese l’Unione dei Comuni e le società partecipate – per rispondere agli impegni presi con i cittadini.

In occasione delle ormai nostre ripetute prese di distanze, anche in consiglio, l’abbiamo sempre ribadito: non siamo in disaccordo sulle cose da fare e sul programma, ma senza una vigorosa iniziativa tesa a risolvere le carenze organizzative, nessun programma, nemmeno in parte potrà essere realizzato da qui alla fine del mandato. 

Sappiamo perfettamente che la gestione del personale non è facile, che ci vogliono anni per recuperare ed proprio per questo che questi due anni e mezzo trascorsi li viviamo come una grande occasione sprecata che difficilmente potrà essere recuperata entro la fine del mandato.

Quindi cosa succede? Dopo i ripetuti segnali lanciati alla maggioranza da un anno a questa parte, oggi tutto questo lo stiamo dicendo ancora con maggiore forza con prese di posizione e atti concreti.

4. Cose che non ci sono per niente piaciute

Poi ci sarebbe anche un’ulteriore serie di accadimenti la cui gestione non ci è per niente piaciuta e anche in questi casi non abbiamo mai mancato di rimarcarli a tempo debito:

Inizio dell’esternalizzazione dei servizi di trasporto scolastico

Ci siamo opposti ritenendoli di primaria importanza per la collettività, era un punto cui tenevamo molto: l’abbiamo motivato, abbiamo prospettato soluzioni alternative. Risultato? Due linee sono state esternalizzate.

Poca risolutezza sull’antifascismo

La presa di distanza di parte della maggioranza sulla questione riguardante un nostro consigliere e Casapound, così come il poco entusiasmo riscontrato sulle questioni dell’antifascimo che pure facevano parte del nostro programma, forse occorreva vedere l’assalto alla sede della CGIL per convincerci che l’iniziativa era giusta. 

Tanti ragionamenti sul turismo e poi…

È stata fatta una discussione molto articolata sul turismo e sulla Pro Loco conclusasi però con un nostro voto contrario.

La gestione del famoso Piano Operativo

Il percorso si è concluso con il nostro sofferto voto favorevole sugli strumenti urbanistici con l’impegno a concludere in fretta e riaprire su di essi un dibattito per una revisione coerente con le necessità attuali. Qui registriamo i seguenti risultati:

Poca programmazione a lungo termine

Infine (come si usa oggi) una grande attenzione al consenso immediato, grande attivismo sui social e pochissima propensione a lavorare per programmi e obiettivi a medio – lungo termine.

Cosa faremo

Dopo le dimissioni di Roberto Balestri non intendiamo più prendere parte alla giunta.

Costituiremo da subito un gruppo autonomo che potrà continuare a sostenere la maggioranza sulla base di tre cardini: 

  • Coerenza delle scelte con il programma di coalizione in tutte le sue parti;
  • Chiara e convincente correzione di rotta sui problemi organizzativi del Comune;
  • Chiara scelta antifascista: non è più il tempo dei distinguo e dei tentennamenti. 

Quindi, per continuare a dare il sostegno alla maggioranza per la quale siamo stati eletti, ci attendiamo di poter condividere una proposta di impegni precisi fino alla fine del mandato che devono essere credibili e realizzabili, non possono più essere generici.

Si deve dire cosa, quando, con quali risorse finanziarie e come, con l’organizzazione comunale o una esterna?

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